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Credevo di aver visto l’apice dei festeggiamenti quando abbiamo vinto contro la Germania. Mi sbagliavo.
Il vero appassionato di calcio non è mai contento della partita che si è svolta ed è sempre incazzato. Gli altri invece, cioè quasi tutti, vogliono solo un pretesto per poter festeggiare e fare casino. E vincere il campionato del mondo di calcio è un pretesto che a noi italiani basta.
Basta a consentire una festa in piazza, davanti alla questura, che per una sera infrange tutte le regole: sensi unici inesistenti, 5 passeggeri su un motorino, fuochi artificiali lanciati in mezzo alla folla, macchine ammaccate da gente che rimbalza sulle carrozzerie, autoarticolati e trattori nel centro storico affollati di gente sbronza, idranti privatizzati e aperti sulla folla come si vede nei film sul bronx, moto che scoppiano e sgommano, carrelli della spesa pieni di ragazze zuppe e mezze nude lanciati in mezzo alla piazza, passeggeri senza casco che guidano con una mano sola e tracannano fiaschi di vino.

Ai giornalisti piace tanto dire che la festa è durata fino al mattino. Non è vero. Alle tre era rimasta davvero poca gente per le strade. L’asfalto era ancora bollente, fradicio d’acqua, birra e cosparso di bottiglie.
Per la verità non riesco ad immaginare un mondiale di calcio festeggiato senza la calura estiva. La tensione delle partite e il tifo indiavolato si mischiano all’afa dei bar con gli ombrelloni e le sedie di plastica, alla luce del frigorifero pieno di coche appoggiato al platano, all’umidità delle canotte zuppe di sudore e gavettoni.
Poche ora prima, era ancora il deserto per le vie mentre ad ogni curva sentivo cocciare il vetro delle bottiglie di birra. Una festa bellissima cominciata con una cena anticipata a casa di Massimo, con il tavolo perpendicolare alla tv e una teglia di pizza a testa.

Ci sono alcuni slogan troppo istintivi per essere cancellati da una connotazione scomoda. Una bella sensazione di questo mondiale è stata anche quella di essersi riappropriati di uno di questi. Il significato di questa frase urlata è tornato quello più genuino, spontaneo, intenso che era una volta.

Guardatevi le foto che ho scattato ieri sera. Alcune sono state censurate.