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Questi oggetti rimessi nello zaino sembra che potrebbero occupare un monte di spazio. E invece, tranne il porta bicchiere di peltro delle ferrovie, la guida routard, un paio di scarpe che ho dimenticato di mettere, l’idiota di Dostojevskji, i barilotti di miele e i khokhloma (I vasetti di betulla rossi e neri decorati con fragole e frutti di bosco) e qualche cioccolata, al mio ritorno prendevano solo poco spazio, mescolati alle estremità del cilindro di stoffa della mia valigia-zaino. Dettagli di viaggio.

L’immagine vista nelle dimensioni piene dello scatto, conserva orari, date, destinazioni, prezzi e appunti. Una composizione interessante, un diario di viaggio visuale. Ho realizzato altre composizioni simili al ritorno da altri posti, dove si sono riversati scontrini, ricevute, cartoline, pubblicità: ognuna di esse con la loro lingua, il loro stile e i loro “colori nazionali”. A volte è bastatato riversare il contenuto della valigia su una cornice a giorno e chiuderla cercando di fare poco spessore. Altre volte è sufficiente posizionare gli oggetti sul piano dello scanner e avviare la scansione.

Ogni frammento racconta un momento di viaggio ed ha una sua storia. A volte breve (i biglietti dei pulimini-mashrutka, che ti portano ovunque con 15 centesimi) a volte più complicata (il porta bicchiere per il ciaj, il tè).
Ma metterli insieme è il modo più bello per ricomporre una mappa di ricordi e di souvenir. Oggetti veri.

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