Tre poderi davanti al Parco dell’Uccellina

Nella foto: poche ore prima del tramonto, la collina davanti al parco dell’Uccellina. In mezzo, passava anticamente la via Aurelia, fino al ponte sull’ombrone che ora non esiste più. L’ho scattata dalle colline di Grancia in una giornata di scirocco. Ho poco tempo per le fotografie ultimamente e questa è di un pò di giorni fa.

La riflessione che segue invece, è nata leggendo i titoli delle notizie locali dalle locandine, dove sempre più spesso vedo dedicare spazio alle dicerie e alle voci che escono dal web. Il web racconta il bene e il male, il giornalismo contemporaneo ri-cita il web e va a caccia degli scoop più squallidi.

Il moderno giornalismo è osceno e triste. Il nuovo traguardo redazionale è quello della ricerca su Google. Leggendo le locandine locali è chiarissimo come i moderni redattori vengano assunti per fare ricerche su internet. E’ raro prendere un mezzo per recarsi sul posto a fare un reportage. La benzina costa più delle tariffe adsl. E le notizie scabrose in rete sono già sufficienti a riempire i giornali di malizie e dicerie. Il reporter è morto, sostituito dagli stessi protagonisti delle notizie…

I forum sono fonti di citazioni inesauribili da dove è possibile attingere per far dire alla gente quasi tuttoquello che il giornalista potrebbe sognare. Dove le dichiarazioni e le interviste involontarie, non trovano inibizioni da incontro diretto e hanno il coraggio di suggerire le teorie e le confessioni più curiose.

Anche le notizie nazionali sono affette dalla malattia del riciclo su youtube. Lo scoop è già in rete. Basta il video a 200 all’ora sull’autostrada, i rutti e le goliardate nei licei, i filmini hard che sfuggono al mezzo, i record improbabili di qualche utente che sa rigozzare bevendo vodka o cazzottare qualcuno con il viso sfuocato dalla compressione mpeg. Cose insomma sempre esistite. Ma la speculazione sull’ovvietà riesce sempre a sorprendere qualcuno. Ancora più spesso a distorcere la percezione sui fatti e indurre a precognizzare un futuro di merda e certamente allo sbando. Anche se certe cose sarebbe meglio non saperle, mettiamoci in testa che sono sempre accadute.

Solo che adesso non abbiamo padronanza dei mezzi di comunicazione e le porcate sfuggono. C’è il documento dove costruirci intorno la cronaca ma soprattutto c’è qualcosa da dare in pasto ai giornalisti da scrivania. La curiosità morbosa, il particolare malizioso, l’assurdo documentato involontariamente da un incoscente reporter diffuso.

Il giornalista arretra e non è più in prima linea. Si limita a rintracciare qualcosa di già pubblicato. La notizia ridondante, quella che è già stata documentata, immessa in rete e che dovrebbe raccontarsi da sola. Giornalismo che traduce e specula da un mezzo di comunicazione all’altro.