Notte all'altare della patria

Pochi giorni fa a Roma ho perso tutta la mia attrezzatura fotografica. In anni di viaggi e spostamenti, e incauti sopralluoghi con la mia camera al seguito non era mai accaduto.

Non era accaduto nel caos dei suk e dei mercati liberi marocchini, né sotto i ponti di Parigi; non nelle sterminate piazze affollate delle moschee di Istanbul, neppure nel sottosuolo affollato della metro di Mosca, nella plaka e tra i templi dell’acropoli di Atene; non era successo nelle gigantesche brulicanti terme cittadine di Budapest, o tra le spallate delle ramblas di Barcellona.

Ma Roma è stata ed è, un condensato di tutte quelle città, della loro storia, funzioni, bellezza e rischi. Ed è anche vero che è proprio quando siamo a casa nostra che siamo inclini ad abbassare la guardia.

Pochi giorni fa sono tornato nello stesso luogo e ho ringraziato la città eterna, con alcuni scatti.

Ho dedicato due ore della notte passeggiando tra Trastevere, il ghetto ebraico, i fori imperiali, il rione Monti e il colle oppio.