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Il terzo pozzo

Il terzo pozzo

Ancora un pozzo in Val d’Orcia. Scavalcando una collina, all’ombra di una torre grande quanto una montagna si trova il borgo più nascosto della Val d’Orcia. Anche se un paio di osterie stellate dimostrano una certa aspettativa, questo villaggio deserto in un weekend sotto al sole mi ha dato l’impressione di un borgo che non aspetta nessuno.

Avendo lasciato ogni pianificata direzione già da tempo, ho percorso prima in salita poi in discesa il selciato consumato; con la sensazione di una scommessa a unico turno con il sole e la sete. Ma la ricompensa è stata abbondante come una cisterna: con sopra la piazza più bella di tutta la val d’Orcia, oltre i vicoli di Rocca Tentennano. CONTINUA…

Lo sguardo del distillatore

Lo sguardo del distillatore

Gli occhi spiritati del mastro distillatore sono lucidi dei vapori che scaturiscono dagli alambicchi. Tra le nuvole profumate di lavanda si sentono i gorgoglii metallici degli scudi di rame e il tintinnio delle caviglie dei giullari saltellanti.

Scatto trovato in una sera del medioevo d’Agosto di Roccaterighi; una bellissima festa che si tiene il primo weekend di agosto, che termina tutte le notti sullo sperone di roccia affacciato sulla Maremma; e nella piazzetta dove scaraventano spugne fradicie.

 

Due pozzi

Due pozzi

Due pozzi si guardano quasi l’un l’altro, congiungendo come puntini sulla carta uno dei percorsi più belli in Toscana.

Il primo si trova nel centro storico di Pienza. Città rinascimentale nel suo piccolo più bella anche di Firenze, tappa obbligata per ogni appassionato di storia dell’urbanistica e architettura rinascimentale. E’ stato progettato insieme alla piazza Pio II, per guardare verso il monte Amiata. CONTINUA…

370 anni sotto la corteccia

370 anni sotto la corteccia

Quando questa roverella spuntava dal terreno della Val d’Orcia, Re Luigi XIV era alla corte francese da due anni. Galileo Galilei era morto nello stesso periodo.

Toccare le verdissime foglie seghettate di questo albero è come gettare un ponte attraverso quasi 4 secoli. I rami sono cresciuti fino ad imparare a governare la gravità, sviluppandosi orizzontalmente per scoprire la luce; fino a sfiorare la superficie dei campi come il bompresso di prua di una enorme gigantesca nave. CONTINUA…

Onde

Onde

È come se le onde del mare non terminassero la loro corsa sulla battigia. Dalle correnti marine a quelle del vento, dal blu all’ocra, dall’acqua alla sabbia; un continuum intatto di increspature disegna un motivo perfetto. Che solo un deserto anticipo di stagione può regalare.

La spiaggia intatta di questa foto è quella del chilometro 28 a Castiglione della Pescaia, uno dei miei posti sul mare preferiti.

Basta abbassarsi al suolo per allontanare l’orizzonte e fondere gli ecosistemi. Le curve sinuose delle onde dai granelli davanti al forte delle saline alla sagoma dell’isola d’Elba.

Case dell’est

Case dell’est

Ho pubblicato una nuova galleria con una raccolta dalla mia amata collezione di architetture incontrate nei viaggi ad est, in russia.

Ieri ho potuto leggere su un giornale online locale – della città dove le ho ritratte nella regione di Novgorod – che proprio una di queste è crollata. Nel tardivo tentativo di smontare una di queste case, se la sono vista franare dalle fradice fondamenta di legno. Solo 5 mesi fa ero passato da questa strada, davanti alla casa del mercante Smirnov, edificata nel 1890, e ne ero rimasto rapito. CONTINUA…

Scienza, realtà virtuale e pecore

Scienza, realtà virtuale e pecore

Il Tedx Manciano si è tenuto Domenica, ero presente in qualità di ospite, collaboratore, fotografo. In un grande casale in Toscana, arredato col gusto di un architetto che gioca in casa;  ma pur sempre assolutamente inusuale rispetto alle dimensioni tipiche delle famose serie di conferenze. La regia, dietro un portone di legno, lamentava raramente l’entrata nel microfono di qualche tiella sbattuta in forno dalla cucina. CONTINUA…

Seguire il fiume

Seguire il fiume

Da qualche giorno ho scambiato il letto dei fiumi per sentieri, e ho cercato di seguirli senza bagnarmi le scarpe, soprattutto senza caderci con la macchina fotografica.
Gli affluenti dell’Ombrone nella vallata tra Scansano e i Poggi del Sasso sono percorsi meravigliosi. Si passa da colline verdissime a calanchi rossi tufacei e terre di Siena.

CONTINUA…

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