Mi sono ritrovato una domenica al Testaccio, lo storico quartiere di Roma. Il monte dei cocci è cio che resta della globalizzazione della Roma antica: le tante anfore provenienti dall’impero, crearono una collina artificiale…Quello che c’è oggi al vecchio mattatoio, un’area immensa restituita alla cultura ai cittadini e ai senzatetto, ricorda anche questa l’antichità: un moderno Foro Romano. E a niente altro posso pensare vedendo questa area pedonale immensa, con una piazza al centro piena di vita. Enormi magazzini, installazioni artistiche, gruppi di bambini di ogni nazionalità, mercati di contadini e piccoli artigiani, privati che vendono vecchi giocattoli e vestiti; le auto con gli sportelli aperti trasformate in banchi espositivi come gli antichi carri dei mercanti. Sui perimetri sono disposte botteghe, noleggi bici, asili e tavole calde. Come tabernae e termopolium 2000 anni fa.

Non lasciatevi ingannare dall’atmosfera decadente: il clima è festoso e rilassato, libero dal traffico della metropoli. Appena oltre quello che sembra il passaggio del decumano si trova il Macro con installazioni d’arte moderna che frizza di luci, musica ed elettronica.