massa-miniere_02Questo scatto racconta l’ultimo giorno di lavoro in una miniera di Massa Marittima.

In un giorno ventoso la pioggia entrava dall’enorme apertura sul muro da dove passavano i cavi tesi verso la cima del pozzo. L’enorme motore serviva per tirar su e giù vagoni e uomini dall’elevatore della miniera. Quassù almeno pioveva. Qualcuno era incaricato di ingrassare i cavi che si arrotolavano sulla giantesca bobina, forse proprio chi stava reggendo quest’ombrello aspettando che le macchine si fermassero. Gli attrezzi sono ancora tutti li, scatole di dadi, passanti e bulloni sempre pronti per i guasti che arrivavano frequenti. Qualcuno aspettava la fine dell’ultimo giorno di lavoro leggendo Soldino mentre il fracasso delle bobine stava per zittirsi. Il telefono all’interno della cabina di controllo ha una cornetta rimasta sollevata  forse dopo l’ultimo annuncio <<stacca tutto, tutti a casa>>. Era l’ultimo viaggio nelle viscere della terra.

Uno scatto in un posto come questo è come una macchina del tempo. Ma è il luogo che conserva tutto come in una foto: fumetti del 1983, giornali che raccontano di Dino Zoff, bottigliette dei succhi vuote gettate nel cartone, utensili abbandonati nell’ultimo posto dove erano stati utilizzati l’ultima volta. Una foto nella foto.