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A Castiglione, proprio davanti alla casa Ximenes dove passo le serate al rimessaggio della mia piccola imbarcazione a vela, nello stesso piazzale sta arrugginendo un giallo trattorino, simile ad un muletto. Chi lo ha preso, credeva sarebbe stato agile e potente per muovere i carrelli delle imbarcazioni calate in secca. Che qui si spostano da un angolo all’altro del piazzale come i puzzle a cellette mobili. Storia di un pezzo di ferraglia.

Il piccolo e tozzo rimorchiatore, viene da lontano. Fu costruito nell’Indiana (US) e prese servizio nel 1987 imbarcato come sposta carichi sulla USS Shenandoah AD-44, un “destroyer tender” impegnato in missioni militari tra le quali la guerra del golfo del 1990. Munita di un eliporto, di un hangar interno, di un deposito di carburanti e armi, la nave era in grado anche di effettuare rifornimenti ad altre navi durante la navigazione. Il mezzo da carico che è finito non si sa come accanto al mio scafo con tutta probabilità spostava container di armi e anche velivoli.

Sul pannello frontale del cruscotto, almeno 15 anni fa un militare ha inciso con la chiave di avvio uno di quei medesimi teschi che vanno a firmare dediche sulle teste dei missili e sulle bombe. Impegnato in missioni in tutto il mondo, questa tozza ferraglia ha navigato più di tutti i pescherecci, i gommoni e i “motoscafi della domenica” di questo cantiere. Nel 1996 la nave è stata dismessa e il trattorino, passando probabilmente da un’asta di ciarpame militare a Livorno, è giunto fino qui. Dalle bombe alle barche.