Manca solo un anno al futuro avveniristico di marina di grosseto. Le foto d’epoca sono tanto più belle ed interessanti quanto più raccontano storia, sviluppo, documentano cambiamenti. Spesso il futuro raccontato dalla letteratura e dal cinema rappresenta scenari cyberpunk devastati ed inquinati da un destino avveniristico sovra urbanizzato e sfruttato oltre le risorse naturalistiche.

Nella maggior parte dei casi sono oscuri scenari di fantasia. Ma qualunque grossetano dinoccolato al ritmo di Edoardo Vianello e Peppino di Capri, che se la stava spassando al bagno la rotonda nell’anno 1956 nei medesimi anni dell’italia de “il sorpasso“,  vedendo questa foto avrebbe visto nel futuro la decadenza della propria città. Mi chiedo come si possa trattare un edificio così, monumento alla nascita di una località e valore affettivo dei primi grossetani al mare, nella rinascita del dopoguerra.

Forse è ora il simbolo di uno sviluppo sfrenato e sovradimensionato. Provate a dare un occhiata alle foto d’epoca di marina talvolta esposte dal fotografo a metà del corso o pubblicate su briciole di storia (ed. Innocenti). Non sono sicuro che dovremmo essere fieri di questa Marina di Maremma.

Forse lo sviluppo urbanistico è inevitabile ma certi punti di riferimento storici, perdipiù sottoposti a vincolo, credo meriterebbero una degna sopravvivenza. Lo stabilimento balneare la rotonda è ora spezzato da una toppa di mattoni rossi, traforato nel ventre dalla discesa di un parcheggio, sovrastato dal parallelepipedone del nuovo residence mediterraneo, ed è decadente e pieno di crepe in attesa forse che crolli da solo per liberarsene. Anzi, a pensarci bene non sono molto sicuro che questo si possa chiamare sviluppo.