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Le sagre di oggi

sagra-della-fava-e-baccalà-2010Non sono mai riuscito a trovare una risorsa facile e veloce per scoprire “cosa c’è oggi”. Voglio dire un bollettino, una pagina, un sito internet, che chiaramente mi dicesse cosa c’è oggi. E non tra un mese, il prossimo anno, un anno fa. E con informazioni vecchie, non aggiornate, difficili da filtrare e consultare.

Fin dall’inizio era chiaro che questo sito non si rivolgeva solo ed esclusivamente al mondo della fotografia. Ed ecco che dopo vari sconvolgimenti delle pagine ed alcune strane comparizioni sulle barre laterali negli ultimi giorni, frutto di un duro lavoro di riprogrammazione del sito, vi presento Le sagre di oggi

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Prerequisiti della vera sagra

sagra-e-salsciccie.jpgMi ricollego al post di Elisa sulle sagre di luglio e vi racconto cosa ne penso.

Le sagre in Maremma portano l’estate prima ancora delle temperature bollenti.
Ci si diverte, c’è gente ed è un occasione per fare qualche zingarata fuori porta.
Tornare dopo una giornata al mare e rifugiarsi a festeggiare in qualche paesino è davvero una bella abitudine che solo chi sta in Maremma può permettersi regolarmente. Alle sagre si passeggia, si comprano cianfrusaglie, si parla con tutti, si beve, si mangia, si balla. Si balla il liscio, che io ho quasi sempre osservato da lontano. Esistono alcune sagre e feste del vino dove si è tentato di ovviare ad una tradizione consolidata ( quella della tastieraccia e delle basi elettroniche, a volte delle fisarmoniche ), in favore di band poligeneri che passano da Bob Marley a Gabriella Ferri. Una vera bellezza.

Le sagre erano feste di paese dove in primavera si gustavano i prodotti migliori delle piccoli comunità agricole dei dintorni. Vi si trovava il meglio perchè erano organizzate come le nonne o le zie organizzano una cena per i figli e i nipoti in famiglia. La gente del posto festeggiava mangiando e bevendo i loro stessi prodotti. Cioè formaggi, maiale e vino. La ricorrenza era spesso religiosa e coincideva con l’anniversario della consacrazione della parrocchia. Per questo la sagra è sacra come il sagrato della chiesa. Luogo antistante la facciata e prospicente alla piazza dove infatti era solito organizzare queste feste.

Adesso le sagre richiamano gente da tutta la regione e costituiscono un importante richiamo per molti piccoli piccoli paesini. Alla sera vi sono veri e propri esodi di gente che abbandona l’afa notturna della pianura per sparpagliarsi tra i borghi collinari. Il turismo ha trasformato queste feste in una vera risorsa economica ed hanno imparato a sfruttare il mito di genuinità che rappresentavano. Le date si moltiplicano, i piatti tipici si moltiplicano, si inventano nuove sagre e ogni paesino tenta di accaparrarsi i privilegi sul nome di qualche animale da selvaggina, gnocco o frutto da macchia mediterranea. Con molte guerre con la categoria dei ristoratori che denunciano concorrenza sleale.

In nome della preservazione della genuina sagra pubblico qui il manifesto e i prerequisiti delle vere feste paesane. Fatemi notare se ho omesso qualche punto fondamentale:
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