Un modulo spaziale che sembra uscito dai tempi dell’apollo 11, è atterrato con una manovra perfetta nel campo visivo della mia fotocamera.

Un gioco di messa in scena fotografico suggerito da alcuni strani manufatti scovati in cucina. Esperimenti creativi indotti dalla quasi impossibilità degli spostamenti in pandemia. Ci sono molti modi per viaggiare, e la fantasia puo portare lontano, senza prescrizioni.

Non è un caso che in tempi recenti sono affascinato dalla fotografia macro. Cambiano le dimensioni, le distanze si contraggono e si ricalibrano attraverso le lunghezze di campo degli obiettivi.

Si ribaltano abitudini e percezioni, proprio come l’anello di inversione che mi consente di rovesciare un grandangolo e trasformarlo in una lente macro estrema. Dal macro al micro.

Ingredienti per lo scatto: superficie scrostata sull’aia di un podere, moka a doppio beccuccio, fornello ad alcool da campeggio, piedistallo manufatto, tazzina di caffè appena bevuto, nikkor 70mm, cielo plumbeo.