Campi-mossi

Come ogni mattina proiettato giù dalla collina verso il lavoro in città, giungo al bivio con la strada statale dove fino a ieri un muro giallo di granoturco disegnava il perimetro della strada. Oggi il panorama respira fino in fondo alle vigne, nel vuoto lasciato dalle piante appena falciate; faccio inversione e torno a casa a recuperare il corpo macchina. I campi appena arati sotto il sole delle otto di mattina brillano come il mare mosso e lambiscono il bordo del campo; il profumo della terra ancora umida come quello dello iodio e del sale davanti ad una tempesta.