Ecco alcuni scatti recenti. Tutti erano in altri tempi presidi di frontiera; delle vie di comunicazione d’acqua e di persone.

Un casello ferroviario, la casa del guardiano che monitorava il passaggio dei convogli regolando il traffico stradale e ferroviario; quando ancora si faceva manualmente azionando una leva e anche le più piccole strade scavalcavano la ferrovia. Tagliato fuori dalle nuove strade, oggi è un posto tranquillo sorpreso dagli urli violenti e sguaiati dell’alta velocità; sulle rotaie che sfiorano il pozzo e fanno vibrare le panche realizzate con le traversine. Il profumo è quello dolce dei fiori e quello acre del legno trattato di nero.Ho registrato pochi secondi del passaggio di un convoglio merci, con il quale ho realizzato questa fotografia animata con un treno infinito.

L’altro scatto non è lontano. Si tratta della facciata di un podere leopoldino di epoca ottocentesca. Di quelli come venivano costruiti solo sulle colline più tonde e mediamente più alte, dalla forma cubica quasi perfetta. Edifici come questi erano adibiti ad abitazione del padrone, di solito grandi proprietari di mandrie da allevamento. Un casale praticamente identico e con la stessa storia è dall’altro lato della maremma Grossetana, a Poggio Cavallo. Anche in questa zona facevano parte dei presidi idraulici della bonifica, poco sotto Giuncarico, e qui erano vedette della malsana palude maremmana.

Scatti aggiunti alla galleria con la collezione dei poderi toscani.