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Inizialmente il danno non sembrava così grosso. Nei giorni seguenti all’incendio del 18 Agosto 2012, gli sbuffi di fumo provenivano dal buio fitto della pineta, al di là della strada in un punto imprecisato al centro del bosco che precede Marina di Grosseto. E’ oggi, dopo il disboscamento del cantiere forestale che si scopre davvero quanto il fuoco ha divorato la nostra pineta.

I fusti morti degli alberi abbattuti sono accatastati. Ho contato gli anelli sulla fetta più grande che ho trovato, quasi 1 metro di diametro: 116 anni. I tronchi vengono ridotti in trucioli dalle fauci di una giganteca trituratrice in grado di inghiottire l’intero fusto in pochi secondi. Quel che resta è una montagna di segatura nel mezzo di una enorme spianata di fango.

Ecco gli scatti che ho riportato oggi.

Mi resta un solo dubbio. A settembre era stato promesso che avrebbero salvato il più alto numero di alberi. Mi chiedo quindi se fosse davvero necessario spianare in maniera così totale ed estesa. Anche in punti, vicino alla strada, dove nei giorni seguenti all’incendio la pineta era fitta, la ricordo ancora verde. In alcuni scatti aerei prima del disboscamento la pineta appare bruciata a macchia di leopardo, ma verde in molti punti.

Guardate l’ultima foto. Non è strano che una piccola quercia rimasta nel mezzo della spianata fangosa, stia ributtando nuove gemme ? Siamo sicuri che gli enormi pini secolari non fossero in parte sopravvissuti?