Cronache

Provocazionismo in navigazione

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Forse piu che in ogni altra competizione, lo scontro psicologico e antagonistico durante la regata velica tiene alta la tensione degli equipaggi. Il suono delle prue che tagliano le onde durante una brezza tesa non riescono a coprire il nervosismo, gli sfoghi, le provocazioni durante gli ingaggi ravvicinati. La frustrazione e la soddisfazione a seconda dei casi, è palpabile. Entusiasmo o imbarazzo per l’equipaggio intento a individuare ogni possibile regolazione degli strumenti per guadagnare anche un mezzo nodo di velocità…

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USS Shenandoah

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A Castiglione, proprio davanti alla casa Ximenes dove passo le serate al rimessaggio della mia piccola imbarcazione a vela, nello stesso piazzale sta arrugginendo un giallo trattorino, simile ad un muletto. Chi lo ha preso, credeva sarebbe stato agile e potente per muovere i carrelli delle imbarcazioni calate in secca. Che qui si spostano da un angolo all’altro del piazzale come i puzzle a cellette mobili. Storia di un pezzo di ferraglia.

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Le notizie si ruotano

 

Le notizie si ruotano - L’informazione georeferenziata

Mercoledì mi sono laureato con questo lavoro.
Le notizie si ruotano è una tesi in storia del giornalismo. La storia di come un segnalibro diventa un segnaposto, dalle pagine dei libri ai planisferi gis, dal 2d al 3d, dalle locandine alle mappe del pianeta, i titoli delle notizie diventano georeferenziati. In un era in cui si riscopre il valore della cartografia, tre casi raccontati dalla prospettiva di un mezzo alternativo che evidenziano un nuovo modo di fare e diffondere informazione, professionale ed amatoriale. L’uragano Katrina del 29 agosto 2005, la battaglia di Falluja, l’emergenza umanitaria del Darfur. Tre storie nelle quali la condivisione, la contestualizzazione, l’evidenza, amplificano il potere delle notizie in una rinnovata consapevolezza spaziale e globale.

Mentre mandavo in stampa il lavoro, il 7 aprile scorso, il New York Times ha inaugurato un rss feed e una versione “cartografica” degli articoli sulla più diffusa di queste piattaforme: Google Earth. Il NYT è anche tra l’altro, la testata che ha annunciato pochi mesi fa la scomparsa della sua versione cartacea entro 5 anni.

Cassero Senese

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L’ultimo grosso restauro sulle mura della città di Grosseto, effettuato ormai almeno 4 anni fa, ha riguardato il ripristino dell’altezza dei fossati. Vale a dire sono stati escavati quei pendii intorno alle mura che in tempi piò o meno recenti erano stati interrati per costruire l’anello stradale intorno alla città e i connessi parcheggi. Il risultato è stato quello di riporatare alla luce la vista della porta Senese, in particolare da viale Porciatti.

A volte ci scordiamo che incastonata nella fortezza Medicea, c’è il nucleo originale della storia della nostra città. La grossa e tozza fortezza è risalente alla dominazione Senese ed è del 1300 se non erro. E’ così chiamata non solo perchè è stata tirata su dai senesi, ma piuttosto perchè sotto di essa, in un enorme arco acuto con lo stemma bianco nero, passava la via Senese. Quella attualmente “coperta” da via Filippo Corridoni e che riprende dalla piazza Volturno. Una linea dritta e precisa come una freccia che punta verso Siena. Quella porta, passaggio divenuto in tempi più recenti troppo grande da difendere, fu duecento anni dopo, murata dallo “scempio” mediceo.

Mi dispiace che da questi scatti non si gode della prospettiva che sto descrivendo. La prima racconta invece i recenti gesti vandalici degli studenti pendolari di cui tanto hanno denunciato le cronache locali. Il vandalismo sciupa, spero però che questi posti non vengano chiusi, o il danno sarebbe ancora più grosso di una vernice sopra ai muri.

Royal Suit al Roselle Terme Resort

termediroselle_01.jpgtermediroselle_02.jpgAlle terme di roselle, camera confortevole con letto zen e doghe ortopediche. Lume di candela sui comodini, finestre rotonde, affreschi. Un lusso davvero sfrenato per un weekend da sogno. Gente famosa, ospiti stranieri, scrittori, grandi gnocche, un andirivieni continuo nei lunghi corridoi incorniciati dai trefoli rossi dei passamano. Il ponte di vetro unisce l’hotel al locale delle saune e delle piscine. Al ristorante sull’ala sud dell’albergo, oggi mi sono fatto un panino col prosciutto. Sono arrivato tardi e le cucine erano già chiuse.

Giornalismo da Youtube

Tre poderi davanti al Parco dell’Uccellina

Nella foto: poche ore prima del tramonto, la collina davanti al parco dell’Uccellina. In mezzo, passava anticamente la via Aurelia, fino al ponte sull’ombrone che ora non esiste più. L’ho scattata dalle colline di Grancia in una giornata di scirocco. Ho poco tempo per le fotografie ultimamente e questa è di un pò di giorni fa.

La riflessione che segue invece, è nata leggendo i titoli delle notizie locali dalle locandine, dove sempre più spesso vedo dedicare spazio alle dicerie e alle voci che escono dal web. Il web racconta il bene e il male, il giornalismo contemporaneo ri-cita il web e va a caccia degli scoop più squallidi.

Il moderno giornalismo è osceno e triste. Il nuovo traguardo redazionale è quello della ricerca su Google. Leggendo le locandine locali è chiarissimo come i moderni redattori vengano assunti per fare ricerche su internet. E’ raro prendere un mezzo per recarsi sul posto a fare un reportage. La benzina costa più delle tariffe adsl. E le notizie scabrose in rete sono già sufficienti a riempire i giornali di malizie e dicerie. Il reporter è morto, sostituito dagli stessi protagonisti delle notizie…

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Biciclette incrostate

bicicletta_castiglione_scoglio.jpgLa bicicletta sembra un mostro da estinguere ad ogni costo. Pur piccola che sia, la città di Grosseto mostra secondo me una generalizzata insofferenza verso le biciclette. Mezzo che in una città delle dimensioni come quelle di Grosseto, dovrebbe essere di uso comune per spostarsi. E per risolvere i problemi del traffico.

E invece il centro di Grosseto e l’arteria Aurelia sono intasati da auto fuoristrada che vanno a prendere i bambini all’asilo. Le biciclette danno noia al traffico automobilistico. E se si vuole proprio andare in bicicletta, qualcuno dovrebbe capire che la bicicletta non è utile, ma solo uno svago da usare al massimo lungo le piste ciclabili. Lontano dal traffico che è impegnato a intasare e inquinare la città per andare a lavoro a poche centinaia di metri di distanza.

L’inspiegata insofferenza per le biciclette si incontra anche nei giardini e negli androni dei condomini. Dove quasi sempre è vietato lasciarle, anche temporaneamente solo per recarsi in un ufficio o a visitare qualcuno. Mentre invece nessuno dice niente per automobili parcheggiate in seconda fila, sulle discese, sui passeggi dei viali.

Una visione contraria a quella del buon senso, che forse racconterebbe che in una città come questa la bicicletta è il mezzo più pratico ed ecologico per recarsi a lavoro.

Nella foto, una bicicletta recuperata dal canale Bruna, a Castiglione della Pescaia

L'eolico di Scansano

eolico_1.jpgeolico_2.jpg Abbiamo sempre usato l’energia eolica in Maremma. Mulini a vento che quando entrarono in uso, nel dopoguerra, dovevano sembrare pozzi di petrolio o torri di strutture minerarie. Ben più brutti e numerosi i tralicci elettrici dell’alta tensione hanno poi attraversato tutte le nostre campagne, segnando colline e tagliando i boschi.
Adesso questi mulini arrugginiti ci ricordano la vecchia Maremma e la vita rurale dei casolari. Dove l’acqua dei pozzi sgorgava senza più l’aiuto degli asini o delle braccia di donne e bambini.
Adesso qualcuno urla allo scempio, all’inquinamento visivo dei paesaggi, alla rovina delle nostre colline. Nel 1986 si stava costruendo una centrale nucleare sul panorama di Capalbio. E oggi qualcuno non vuole il ritorno dei mulini a vento.

Se andate all’estremo sud della Spagna, c’è un favoloso paesino di nome Tarifa. In fondo alla selvatica Andalusia si affaccia sulle colonne d’Ercole e vede contemporaneamente il Mediterraneo e l’oceano Atlantico. Vi si arriva attraversando una gola nella Sierra di San Bartolomeo. Dalla costa tra la torre de la Pena e il forte di Tarifa, si è accompagnati dal crinale di una montagna sul quale sorgono decine di bianche torri eoliche. Esili e lente, luccicano guardando il Marocco e sembrano li da sempre. Ricordando i mulini a vento che si trovavano sui moli dei porti, anche in Grecia.

Le foto le ho scattate a Grancia, meglio conosciuta a Grosseto come “i Pratini”.
Segnalo questo video realizzato da Greenpeace davvero molto molto bello. E’ stato girato da un bravo regista proprio al parco eolico di Scansano.

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