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Osteria spagnola

Osteria spagnola

Un angolo di Roma al quale sono affezionato. Scenario di diversi eventi personali più o meno felici e infelici. Una mescolanza di vicende che potrebbero tranquillamente essere considerate anche brutti ricordi.

Ma alla fine non è così. In ogni caso esperienze vissute in una parte di Roma oscura e affascinante. Minuscole particelle di storia personale rispetto a le milioni di vicende stratificate nel tempo, da un minuto precedente ai secoli passati. Che hanno fatto la storia e la trasformazione intera della città.

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Medioevo vivo, rocca Silvana

Medioevo vivo, rocca Silvana

A sud del Monte Amiata, nella valle sotto Selvena che guarda il fiora. Da qui il Monte Labbro assume la forma perfetta di una piramide. E scendendo da Selvena un immenso castello domina la valle che incontra il Fiora. Talmente forti le sue mura che è rimasta la fortezza abbandonata meglio conservata in Toscana.

Feste di dicembre. Vado a scoprire questo castello senza incontrare anima viva. Un luogo abbandonato che ha il gran pregio di stuzzicare la fantasia e la voglia di riscoprire il passato. E’ più facile tornare indietro nel tempo, con il pensiero e l’obiettivo, quando le rocce sono ancora franate e coperte di muschio. E le radici ancora affondano vive nelle cripte, i percorsi che si perdono nel bosco senza insegne e senza vialetti.

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La magnificenza di San Rabano 

La magnificenza di San Rabano 

Ieri ho affrontato poco meno di 20 chilometri di percorso nel parco della Maremma, passando dall’abbazia di San Rabano. Ero l’unico visitatore del parco.

Un luogo inviolabile: protetto dal parco, dai lecci, dai chilometri.

Un sito dalla notevole magnificenza. Scale che si attorcigliano, chiostri, torri di vedetta, croci templari, bifore allungate. Un romanico puro e antico, inalterato. 

La sua posizione panoramica sulla vetta della montagna, la sua grandezza e inviolabilità, me la fa somigliare ad una “Macchu Picchu” maremmana.

Quasi tutto l’itinerario è coperto dalla macchia. Sono sporadiche le occasioni di affacciarsi dalle vedette al di sopra della boscaglia. L’abbazia con il campanile e la torre di avvistamento bucano d’improvviso il tetto verde lasciando col fiato sospeso.

Lo stollo e la focarazza

Lo stollo e la focarazza

Per diversi motivi è forse una delle feste tradizionali più belle e curiose che ci siano in Maremma. Ho partecipato proprio ieri sera a quello che viene chiamato “rito”, ancora prima che gioco o palio, proprio per ribadire quanto magica e ancestrale sia questa tradizione. Con il bosco, il fuoco, la notte, il vino e la violenza.

Un evento difficile da fotografare, nel buio pesto della campagna tra azioni rocambolesche. Vietata la luce, niente appoggi, tra spintoni nel fango e sterpi; e piogge di braci scagliate dai calci nel fuoco. L’evento si svolge sempre lo stesso giorno dell’anno, in qualunque condizione meteorologica.

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Isole d’acqua

Isole d’acqua

La pioggia oggi ha interrotto il mio passatempo di carpentiere. Afa, vernici, pennello e profumo di erba e resina. Il quotidiano rovescio estivo del pomeriggio mi ha obbligato ad una piacevole pausa. I goccioloni hanno cominciato a tamburellare sul piano e sulla mia fronte, mentre poggiavo la setola sulla sedia di paglia. Poco male, il lavoro era quasi finito. CONTINUA…

Il lampo in fondo alla strada

Il lampo in fondo alla strada

La notte prima di ferragosto ho trascorso 3 ore seduto nel buio, nel mezzo di un viale di cipressi. Tra le chiome, la luce di due antichi lampioni alle mie spalle tagliavano lembi di un’oscurità ancora più densa, come le quinte di un teatro spento illuminate da una lantenra.

Al di fuori dalla cortina ovattata che divide la collina, i boati incessanti di un temporale pronto ad esplodere, una rete di bagliori coperta da un turbine di nuvole. Proprio oggi la colonna a forma di fungo di un cumulonembo annunciava questa bellissima nottata estiva di tempesta. Una burrasca di luce dall’aria fresca e secca senza voglia di precipitare. CONTINUA…

Notte di roma

Notte di roma

Pochi giorni fa a Roma ho perso tutta la mia attrezzatura fotografica. In anni di viaggi e spostamenti, e incauti sopralluoghi con la mia camera al seguito non era mai accaduto.

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L’abbazia ardenga

L’abbazia ardenga

E’ molto bello incontrare amministratori di immense fortune, disposti ad aprire le loro porte per mostrare gioielli perduti.

Abbandonando Montalcino seguendo le ultime curve a monte dell’Ombrone ho incontrato questa abbazia romanica dall’incredibile fascino, sperduta nella Val d’Orcia, in una tenuta privata. CONTINUA…

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