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Conchiglia gialla

Conchiglia gialla

Sulla spiaggia basta percorrere qualche chilometro in più. Oltre la media della pigrizia, basta poco. Quando raggiungi un luogo inaccessibile ai mezzi motorizzati e superi a piedi questo confine, vedi la natura riprendersi lo spazio. E tanti dettagli cambiano, allontanandosi dalla persistente influenza dell’uomo.

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La nave nella foresta

La nave nella foresta

Sulle pendici del monte Leoni, ho inaugurato il restauro “filologico” della mia vespa primavera 125. Quando l’ho ritirata dall’officina avevo rammentato che non l’avrei trattata come un pezzo da museo. E infatti eccomi un paio di giorni dopo inerpicarmi tra le sassaie di questo monte, nei dintorni di Montorsaio.

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La raccolta

La raccolta

Quando i pulcini si perdono, qualcuno deve pure andare a raccoglierli. E’ quello che è accaduto una mattina di pochi giorni fa. Semplicissime cronache semi-quotidiane di un pollaio in Toscana.

Occasione per uno scatto tra le mani del fattore.

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Pirati in bianco e nero

Pirati in bianco e nero

La notte dei pirati di Porto Ercole, che avevo già fotografato altre volte, è l’esempio di come una carnevalata possa apparire – in fotografia – un credibile, drammatico, sanguinoso assalto piratesco.

Come in Maremma ne successero tanti nel XVII secolo. Fu infatti un giorno terribile per il paese, il 12 giugno 1544 in cui il terrore peggiore dei maremmani si materializzò: un’intera flotta ottomana di pirati saraceni con 105 galere, comandata da Khair ad Din detto il Barbarossa, sbarcò come una devastante onda anomala in paese travolgendo, stuprando, incendiando.

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Linee verdi

Linee verdi

Mi sono ritrovato in un mare di filari con le prime foglioline delle viti che sbocciano. Le onde come colline attraversate dai tratti simili a quelli di un’incisione. Le ombre dei lecci di un sole all’imminente tramonto, linee orizzontali e perpendicolari alle altre. Almeno 6 direzioni diverse.

Osteria spagnola

Osteria spagnola

Un angolo di Roma al quale sono affezionato. Scenario di diversi eventi personali più o meno felici e infelici. Una mescolanza di vicende che potrebbero tranquillamente essere considerate anche brutti ricordi.

Ma alla fine non è così. In ogni caso esperienze vissute in una parte di Roma oscura e affascinante. Minuscole particelle di storia personale rispetto a le milioni di vicende stratificate nel tempo, da un minuto precedente ai secoli passati. Che hanno fatto la storia e la trasformazione intera della città.

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Medioevo vivo, rocca Silvana

Medioevo vivo, rocca Silvana

A sud del Monte Amiata, nella valle sotto Selvena che guarda il fiora. Da qui il Monte Labbro assume la forma perfetta di una piramide. E scendendo da Selvena un immenso castello domina la valle che incontra il Fiora. Talmente forti le sue mura che è rimasta la fortezza abbandonata meglio conservata in Toscana.

Feste di dicembre. Vado a scoprire questo castello senza incontrare anima viva. Un luogo abbandonato che ha il gran pregio di stuzzicare la fantasia e la voglia di riscoprire il passato. E’ più facile tornare indietro nel tempo, con il pensiero e l’obiettivo, quando le rocce sono ancora franate e coperte di muschio. E le radici ancora affondano vive nelle cripte, i percorsi che si perdono nel bosco senza insegne e senza vialetti.

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La magnificenza di San Rabano 

La magnificenza di San Rabano 

Ieri ho affrontato poco meno di 20 chilometri di percorso nel parco della Maremma, passando dall’abbazia di San Rabano. Ero l’unico visitatore del parco.

Un luogo inviolabile: protetto dal parco, dai lecci, dai chilometri. CONTINUA…

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