Luoghi in Maremma Toscana

La prima cantina della Maremma

La prima cantina della Maremma

Qual’è stata la prima cantina vinicola della nostra storia? Nel territorio dove il vino è un eccellenza è una domanda alla quale dovremmo sapere rispondere. Invece il sito archeologico di cui sto per parlare è quasi sconosciuto. Eppure ha attirato l’attenzione degli archeologi più importanti del paese (come Andrea Carandini) e interesse da tutto il mondo. È la villa delle sette finestre, nel territorio di Cosa.

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Metri di distanza

Metri di distanza

In questi giorni di quarantena preventiva da Corona virus, credo che questo è il luogo più bello dove trascorrerla. Un esilio naturale così meraviglioso da sembrare un privilegio più di una limitazione; di quelle libertà personali che davamo per scontate e che sono state minate dalla natura stessa.

E’ il panorama più bello sulla campagna della Val d’Orcia, tra Radicofani e Castiglione. Un mare mosso, non agitato, di verdi colline a perdita d’occhio. Ruderi di castelli e poderi navigano sull’orizzonte risalendo le onde.

Mentre scattavo questa foto, le onde vellutate delle erbe cangiavano, increspate dal vento come le pennellate animate nel campo di Van Gogh.

Osservando il panorama, da questa prospettiva, il problema sembra meno grande. E passano in secondo piano i terrorismi, le maldicenze, le notizie false, i sospetti, le paranoie di queste giornate; di sicuro tutti i malumori.

L’unico modo per sentirsi in uno stato di normalità è frequentare posti come questo. Una naturale, deserta, primordiale solitudine che all’improvviso è diventata un valore necessario e inestimabile.

Scatto aggiunto alla Galleria di Maremma

Con i garofani negli occhi

Con i garofani negli occhi

Mi sono appassionato alla cronaca nera. Ma non quella contemporanea televisiva, quella del 1821. E’ la storia dietro questo scatto fotografico, una vicenda che mi ha coinvolto emotivamente, complice il caso fortuito che ha concluso la mia piccola ricerca.

In un giorno qualunque di giugno, abbandonata la vespa e fotocamera in spalla, mi sono addentrato nella boscaglia di valle rotana; ho risalito un antico tracciato di una strada medievale, oggi inghiottita dalla macchia. Sul percorso ho trovato una pietra miliare, di quelle che segnavano un tempo le distanze, unica traccia rimasta di una via di comunicazione in uso fino alla fine dell’800.
Sono qui per trovare un cippo con una croce di ferro: memoriale di un atroce massacro accaduto quasi due secoli fa.

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Canaloni di Torniella #2

Canaloni di Torniella #2

Sono tornato ai canaloni più di una volta quest’anno. Durante la fatica per raggiungere questo posto ho pensato che la distanza e e la densa boscaglia sono anche una delle sue protezioni. Qualcuno, forse i cittadini di Roccastrada, hanno lasciato un monito, qui proprio al confine con il varco che si apre sul bianco letto marmoreo del fiume: una solida tavola di legno intima il rispetto e la pulizia.

Come se l’incredibile meraviglia che si prova oltrepassando il confine del bosco non fosse sufficiente per avere massimo rispetto e provare un amore puro e incondizionato per la natura. CONTINUA…

Terra di siena

Terra di siena

C’è un posto, non lontano dal corso dell’Ombrone, dove le colline di Scansano degradano e si tuffano in una valle bianca; trascinandosi una bellissima scogliera di terra tufacea scolpita di calanchi. 

Sul letto del torrente Trasubbie un pianeta di pietre bianchissime si infila sotto i blocchi di crete senesi, dai toni ocra e rosso.
Basta il peso del piede su una di queste meteore per colorare l’acqua in un uniforme rosso sanguigno.

Notte sulla laguna

Notte sulla laguna

Sorvegliato da un branco di cammelli sonnecchianti del vicino circo, sul bordo della laguna di Orbetello, ho realizzato questo scatto notturno. CONTINUA…

I sassi bianchi dell’Albegna

I sassi bianchi dell’Albegna

Nelle scorse settimane ho avuto modo di esplorare il letto dell’Albegna, sotto Saturnia. Un fiume che recentemente ha cambiato faccia: milioni di tonnellate di detriti sono venuti giù lo scorso novembre, quando l’Albinia è stata devastata dalle acque. CONTINUA…

La pineta bruciata, cosa resta

La pineta bruciata, cosa resta

Inizialmente il danno non sembrava così grosso. Nei giorni seguenti all’incendio del 18 Agosto 2012, gli sbuffi di fumo provenivano dal buio fitto della pineta, al di là della strada in un punto imprecisato al centro del bosco che precede Marina di Grosseto. E’ oggi, dopo il disboscamento del cantiere forestale che si scopre davvero quanto il fuoco ha divorato la nostra pineta. CONTINUA…

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